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  I l V i a g g i a t o r e


Per il viaggiatore la meta finale soddisfa metà del desiderio, l’altra metà è soddisfatta dal viaggio.

Per questo vi suggeriamo alcuni itinerari alternativi per venirci a trovare.
Percorsi che allungano la strada, che vi fanno fare qualche curva in più, che schivano (nei limiti del possibile) i luoghi più abitati ed antropizzati… siamo convinti che i viaggiatori apprezzeranno…

 



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Usciti dall’autostrada A15 al casello di Fornovo si prende a destra e si attraversa il fiume Taro, praticamente al confine meridionale dell’omonimo Parco.

Dopo il Ponte si tiene la destra, si attraversa Fornovo di Taro (l’antico Forum novum) e s’imbocca il rettilineo verso sud.

Al termine a sinistra in direzione Calestano.

Si percorre così la Val Sporzana dominata dalla scura massa di roccia vulcanica (Ofiolite) del Monte Prinzera (Riserva Naturale).

La valle sale dolcemente, passando a pochi chilometri dalla Pieve di Bardone, già nota nel 1004 e tappa dei pellegrini della Via Francigena.

Si scollina e si scende in Val Baganza. Siamo a Calestano, che ogni anno ospita la tradizionale sagra del Tartufo di Fragno.

Dopo il ponte si prende a destra ed inizia la risalita della valle.

Splendidi scorci, i massicci affioramenti del flysch (strati di roccia in cui alternano arenarie e marne) e gli spuntoni rocciosi dei "Salti del Diavolo".

Più avanti, con una deviazione, si può vedere l’antico ponte a schiena d’asino di Fugazzolo.

La valle si fa più stretta… e si raggiunge il bivio (a sinistra) per Bosco/Lagdei.

Si sale nel bosco, si oltrepassa il confine del Parco e si giunge al Passo del Sillara, che separa la Val Baganza dalla Val Parma.

Due minuti di sosta sul passo per sentire l’aria frizzante dei 1200 m. d’altitudine e poi si scende tra i boschi, passando per Marra. Il caratteristico villaggio montano, discretamente conservato, ospita un’antica fontana/lavatoio.

Si prosegue fino a giungere a Bosco di Corniglio e qui si svolta a sinistra.

Lasciato il paese ed imboccata la provinciale si attraversa il bosco di faggi. Giunti in località Cancelli (uno spiazzo zeppo di cartelli) si svolta a destra. Sembra subito un altro pianeta: una foresta cupa, abeti alti come palazzi… improvvisamente si sbocca nella luminosa piana di Lagdei… il letto di un antico lago glaciale ormai interrato… bene arrivati!

 

 
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